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martedì 28 agosto 2012

LIBRO DI MEMORIE di PETER NADAS

In uscita a settembre
800 pp. - prezzo 24€

Sinossi: Pubblicato per la prima volta nel 1986, in una versione che risente della censura del regime di Kádár, Libro di memorie rivede la luce nella sua stesura originaria negli anni Novanta. È considerato uno dei momenti più elevati della letteratura ungherese, ma soprattutto una pietra miliare della letteratura contemporanea, come dimostrano non soltanto lo straordinario consenso di autorevoli critici e lettori in tutto il mondo, ma anche i paragoni eccelsi con grandi nomi come Thomas Mann, Robert Musil, Jean Genet e James Joyce.
Libro di memorie ruota attorno a tre elaborati fili narrativi. La storia più importante è quella di un giovane drammaturgo ungherese, lasciato volutamente nell’anonimato, che rievoca il suo soggiorno-studio a Berlino Est. Sullo sfondo degli anni Settanta, in un’atmosfera cupa e di timore, si ritrova coinvolto in un triangolo amoroso psicologicamente complesso con Thea, matura e affascinante attrice, e Melchior, giovane poeta, con il quale anche lei ha una relazione. Si intreccia a questo racconto quello della tormentata adolescenza del protagonista, segnata dalla morte della madre, dagli strani comportamenti tanto politici quanto amorosi del padre e dall’impetuosa infatuazione per il bellissimo Krisztian nel periodo successivo alla rivolta ungherese del 1956. Parallelamente a questi fili narrativi se ne snoda un terzo, costituito da stralci del romanzo del protagonista su uno scrittore tedesco di fine Ottocento, Thomas Thoenissen, una sorta di suo alter ego, dalla vita dissoluta e dalla sensualità esasperata. Muovendosi tra il periodo stalinista e l’Est europeo postcomunista, Nádas crea un canale perfetto tra due epoche: il suo anonimo narratore cresce sotto il regime in una famiglia comunista privilegiata, figlio di un procuratore di Stato. Nel raccontare il passaggio dall’infanzia all’età adulta, Nádas dipinge in modo vivido la segretezza, la paura, le tensioni di una
società dove il livello personale e quello politico non sono separati.
Un libro che si legge come una discesa dentro la memoria e le sue implicazioni, privilegiando sempre e nonostante tutto i comportamenti umani: di quegli individui che hanno dovuto vivere e amare sotto un regime totalitario.
L'autore: Péter Nádas, nato nel 1942 a Budapest, romanziere, commediografo, saggista, giornalista e grande fotografo. Tra i più importanti autori ungheresi, dal 1969 ha deciso di dedicarsi interamente alla scrittura. Il suo romanzo d’esordio, Fine di un romanzo familiare, è stato pubblicato da oltre ventitrè case editrici straniere (tra cui Rowohlt, Plon, Farrar Straus and Giroux e Vintage), riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e di critica. Libro di memorie, monumentale opera scritta in undici anni, è considerato il suo capolavoro e gli è valso l’ingresso a pieno titolo tra i grandi nomi della letteratura mondiale.
È uno dei più probabili candidati al premio Nobel per la Letteratura.

giovedì 7 giugno 2012

anteprime per Dalai Editore di giugno



Monsieur di Emma Becker


pp. 352 – Euro 18,00

Trama: Ellie, vent’anni, conduce un’esistenza leggera e spensierata fino al giorno in cui incontra Monsieur, un chirurgo sposato sulla cinquantina. La loro relazione nasce in forma epistolare per poi concretizzarsi nella camera di un hotel del quindicesimo arrondissement. Sulla scia di incontri clandestini e telefonate fugaci, Ellie vivrà settimane di intensa passione. Fino a che punto riuscirà a vivere questa relazione senza farsi travolgere?

Emma Becker nasce il 14 dicembre 1988 ad Antony (Hauts-de-Seine). Nel 1998 frequenta l’Istituto Montalembert dei padri domenicani a Nogent-sur-Marne. Nel 2001 i suoi genitori divorziano e nel giugno 2006 prende la maturità. Il 4 maggio 2009 incontra Monsieur e nel gennaio 2011 pubblica Mr con l’editore Denoël.



Il grande silenzio di  Thomas McGuane


pp. 288 – Euro 18,00

Trama: La pesca è un’arte antica, fatta di rituali precisi e di un rapporto intimo e complesso tra l’uomo e l’ambiente naturale. Soprattutto, è un’arte della solitudine, lo sport che più si avvicina alla meditazione. Questo libro – originale ibrido di saggio, racconto e autobiografia – è senz’altro l’opera più personale di Thomas McGuane, un viaggio nel mondo della pesca e dei pescatori ai quattro angoli del pianeta: a caccia del tarpone in Florida, del salmone in Islanda, o della volpe biancastra nel Golfo del Messico. Un libro profondo, intelligente e, come McGuane ci ha abituati, immensamente divertente.

Thomas Francis McGuane (Wyandotte, Michigan, 1939) è uno dei più celebrati scrittori americani della seconda metà del Novecento. Dalle sue opere, già considerate dei classici moderni, sono stati tratti numerosi film. Collabora con il «New Yorker» e la «Paris Review», ed è stato oggetto di monografie e interviste esclusive su alcune delle principali riviste americane, come «The Believer».



Difesa d’ufficio di Claudio Rea


pp. 256 – Euro 16,00

Trama: Una giovane infermiera, carina e all’apparenza tranquilla, viene arrestata con l’accusa di aver ucciso un’anziana ricoverata nel reparto dell’ospedale in cui lavora. Un’iniezione di aria nelle vene, un’embolia e quindi la morte. Incalzata dal pubblico ministero, la notte dell’arresto la donna confessa altri cinque omicidi, compiuti con lo stesso metodo. Un avviato penalista di provincia viene convocato in questura come difensore d’ufficio a pochi minuti dalla scadenza del suo turno di reperibilità: quindici minuti dopo, o la linea telefonica occupata, e il caso sarebbe passato a un altro collega. Questo romanzo racconta la storia di una serial killer, la vita di una donna fragile e per questo implacabile, tormentata dagli psicofarmaci, il suo difficile rapporto con una madre ossessionata dalla morte, il suo fascino e la sua notevole capacità di sedurre gli uomini, gli omicidi commessi e
il processo che ne è seguito. E racconta la storia di un avvocato brillante, che vede accendersi su questo processo le luci delle televisioni e dei media, intravede l’opportunità di acquisire popolarità, ma anche e soprattutto scopre una grande sfida forense e umana: la sua cliente sta mentendo a tutti e forse anche a se stessa? Che cosa ha realmente fatto? E che cosa ha inventato? Difesa d’ufficio getta luce sulla ferocia ingenua dell’omicidio seriale e su quella cinica dei mezzi di comunicazione. Narra la disperazione di una donna e la maturazione di un uomo che ne conquista la fiducia, lo svolgimento di un processo pieno di contraddizioni e colpi di scena, l’avvicendarsi dei sentimenti e delle menzogne, degli accertamenti medico-legali e delle indagini psicologiche. L’ispirazione è la storia vera dell’infermiera Sonia Caleffi e dell’avvocato Claudio Rea.

Claudio Rea, cinquantun anni, avvocato penalista, è nato e vive a Lecco, dove svolge la professione forense. Negli anni Novanta ha lavorato ad alcuni processi di rilievo, come il crac del Verona Calcio e il «wall street» della criminalità organizzata milanese. Del 2004 è la difesa d’ufficio di Sonia Caleffi.



L’India nel cuore di Vittorio Russo


pp. 416 – Euro 20,00

Trama: L’India è un continente del cuore che affascina da secoli il viaggiatore occidentale per la sua distanza straniante dalla nostra cultura. Oggi è una potenza emergente di un miliardo e 300 milioni di abitanti. Meta di pellegrinaggi per affamati di spiritualità, per distratti turisti dell’esotico, ci ammalia per il suo concentrato di contraddizioni di cui quasi mai capiamo il senso profondo e antico. Ma quando ne capiamo anche solo una piccola parte ci si schiude un universo di bellezza. Questo libro è il resoconto di un viaggio tra le meraviglie dell’India e le sue ferite millenarie. Ma è anche un viaggio attraverso la geografia impervia della sua cultura, custode di una sapienza antica. Vittorio Russo sa raccontare con partecipazione la miseria onnipresente e l’accettazione con cui gli indiani convivono con la sofferenza, la religiosità dei templi, gli estremi degli indù che si lasciano morire di fame vicino al Gange e di chi usa il fiume sacro come una discarica, il folclore dei santoni e la credulità popolare. Ma poi, anche la condizione della donna nelle sue manifestazioni più arcaiche che ancora convivono con la modernità, la vedovanza, le cremazioni che da millenni accendono i tramonti. E i paradossi della ricchezza ostentata, i superstiti Maharaja con i loro chili di gioielli, in un Paese in cui la prostituzione minorile frutto della miseria è una piaga da mezzo milione di vittime. Tra notazioni storiche e geografiche, curiosità culturali e vivide descrizioni, il diario diventa un percorso di purificazione fra gli affanni di una quotidiana prostrazione e le vette di un sapere millenario, ed è così che l’avventura diventa conoscenza e la conoscenza intimità che permette di possedere veramente quello che si conosce. Si dice che si può entrare in India per cento porte ma è difficile poi trovarne una sola per uscire. L’unica porta è quella che cambia il cuore.


Vittorio Russo, capitano di lungo corso, viaggiatore, scrittore è autore di saggi e racconti. Ha pubblicato ricerche e studi sull’origine del Cristianesimo tra cui Introduzione al Gesù Storico (1977) e Il Gesù Storico (1978) che gli è valso il Premio Montecatini 1980 per la saggistica. Più recenti pubblicazioni sono La Decima Musa (2005): una raccolta di 15 racconti ispirati dalla poesia del mito, vincitore del premio letterario Il Convivio 2007, Sulle orme di Alessandro Magno (2009) e Quando Dio scende in terra (2011) con il lusinghiero giudizio di L.Canfora e di M. Geymonat che ne ha curato la prefazione.



domenica 3 giugno 2012

anteprima Dalai : L'ETA' LIRICA

L'ETA' LIRICA di Letizia Vezzali



pp. 160 – Euro 15,00

Così i lettori del Premio Calvino:
Un romanzo di formazione breve e intenso che riesce a tenere unite una rara capacità introspettiva e una (apparente) leggerezza di tratto in maniera davvero insolita. La scrittura, di notevole qualità, è al limite dello sperimentale, moderna, ma senza eccessi né sbavature e senza indulgere all’autoreferenzialità. Si tratta di un testo se vogliamo liricizzante (ma con misura), strutturato secondo una trama densa e compatta, che crea personaggi credibili, atmosfere vivide e – aspetto fondamentale – sfocia in un finale (una sorta di imprevisto colpo di scena) in perfetta sintonia con il fluire degli eventi e con la costruzione della storia. Il passaggio continuo tra focalizzazione esterna e interna imprime alle pagine della giovane autrice un effetto straniante, gestito con grande abilità, e le sue scelte stilistiche le permettono, insieme, di raccontare egregiamente il proprio tempo e di descrivere in modo impeccabile le tensioni vitali, le incertezze e il dolore di un’adolescenza «universale». L’età lirica narra la storia di un’adolescenza e di un primo amore. Nel vagare distratto di Mario, fra un esame di maturità che si avvicina e brevi e insoddisfacenti flirt con sue coetanee, irrompe un incontro che sembra infine dare un senso alla sua esistenza e rivelarlo a se stesso: il «ragazzo di cenere», uno sconosciuto visto alla fermata dell’autobus che gli riappare poi in sogno, nell’atto di sgretolarsi. Il «ragazzo di cenere» è Adrian, un compagno di scuola ambiguo e affascinante, privo di remore e di regole, attraverso cui Mario scoprirà la violenza dell’amore: «Se gli esseri umani, prima dell’invenzione delle superfici riflettenti, non potevano specchiarsi se non chinandosi di fronte ai laghi o ai fiumi, anche Mario, la cui vicenda si svolgeva ben dopo l’invenzione dello specchio, non poteva vedere se stesso veramente, se non assumendo ruoli e posizioni in qualche misura subordinati rispetto alla propria comune postura. E la superficie riflettente era sempre e solo Adrian». Insomma, il romanzo riesce a raccontare in maniera allo stesso tempo ironica e struggente quel particolare momento della vita che uno dei personaggi, citando Kundera, definisce «l’età lirica»: «L’età in cui si è concentrati su sé stessi, e si è incapaci di giudicare lucidamente il mondo che ci circonda». Il «ragazzo di cenere» è il simbolo di quell’età che, come il personaggio stesso, ineluttabilmente muore, lasciando dietro di sé ferite, ricordi e la cenere da cui nascono gli adulti.

Letizia Pezzali sembra più un «un cervello in fuga» che una scrittrice: studi musicali, laurea alla Bocconi, specializzazione alla University of Michigan Business School, impiego presso J.P. Morgan quindi in una merchant bank, e a tempo perso un diploma di regia presso gli Ealing Studios di Londra e un racconto breve in inglese pubblicato sulla rivista letteraria americana Pif Magazine… Ma forse, di lei, basta sapere che è nata nel 1979 a Pavia, che dal 2003  vive a Londra, che è sposata e che aspetta il primo figlio, una bambina.

venerdì 18 maggio 2012

anteprime DALAI EDITORE per maggio



Segnalo tre interessanti anteprime in uscita il 22 maggio


Nemmeno immagini quanto ti voglio bene di Jonathan Ames




 pp. 256 – Euro 16,50

Le nuove tragicomiche avventure di uno dei più importanti umoristi americani,
tra David Sedaris, Woody Allen e P.G. Wodehouse.

Che stia dando la caccia agli scarafaggi che infestano il suo appartamento, baciando una bellissima attrice sul set di un film di avanguardia o provocando una rissa con un gruppo di tedeschi nerboruti, quel che è certo è  che Jonathan Ames possiede un talento eccezionale per cacciarsi nelle situazioni più bizzarre. Talento che  applica anche nel far diventare le occasioni più banali esperienze memorabili. In questa sua ultima fatica,  nemmeno immagini quanto ti voglio bene, lo scrittore dà un’ulteriore prova della sua immensa bravura nel trasformare le proprie avventure, nevrosi, momenti di felicità o di dolore in storie profondamente divertenti. Scopriremo così, grazie a lui, che è possibile scovare la bellezza nella perversione, la dolcezza nella solitudine e il lato divertente
della sofferenza.


Jonathan Ames ha vinto il Guggenheim Fellowship per la narrativa ed è stato spesso ospite al Late Show di David Letterman, ma ha perso il suo unico incontro di boxe da dilettante. È il creatore della serie televisiva Bored to death – Investigatore per noia. Per Dalai editore ha pubblicato Sveglia, Sir!, Veloce come la notte,Cosa (non) amare, La doppia vita è bella il doppio e Io e Henry, da cui è stato tratto il film The Extra Man con Kevin Kline.


Affari d’amore di Patrizia Violi



pp. 224– Euro 15,00

Una famiglia di bellissime senza scrupoli vede gli uomini solo come polli da spennare
finché non si imbatte in quello pericoloso che fa sballare il sistema.

Tre generazioni di donne disposte a tutto per vivere nel lusso. La nonna, Beatrice, reginetta di bellezza d’antan, è la matriarca e con il suo carattere volitivo e cinico detta legge. Ha addomesticato figlia e nipoti al credo di famiglia: meglio non lavorare ma cercare uomini sponsor, da compiacere e sfruttare. Relazioni senza emozioni e sentimenti per non rischiare di perdere il controllo e di conseguenza anche il reddito. Isabella, la figlia, ex modella, è mantenuta da un ricco e vecchio fidanzato. Mentre Angelica, la primogenita, facendo la ragazza immagine, si è accasata con un uomo che ha il doppio della sua età ma un bel conto in banca. Poi c’è Viola, la sorellina di sedici anni che arrotonda mettendo foto hard sul web. Con qualche inevitabile rinuncia, dovuta alla crisi, la vita di queste donne trascorre secondo la consolidata routine fra shopping, beauty-farm e sesso a comando. Ma un giorno irrompe un elemento destabilizzante: Angelica si innamora. Il suo cuore congelato dal cinismo delle regole di famiglia comincia a sciogliersi per un bel barista, giovane e spiantato. Uno scandalo per mamma e nonna, che non tollerano questo sciagurato cambiamento di rotta e tentano in ogni modo di riportarla sulla «retta» via. La ragazza abdicherà nel nome dell’interesse famigliare o si toglierà gli anelli di Pomellato per preparare insalate nel bar del suo amore?

Patrizia Violi vive a Milano, dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net che le ha procurato un grandissimo successo in rete. Ha pubblicato il romanzo Una mamma da URL (Dalai editore, 2010) e Love.com (Emmabooks, 2011).



Grace lo dice forte di Emma Henderson




 pp. 320 – Euro 18,00

«Un romanzo appassionato, pieno di tenerezza e volontà, di gioia e sgomento.
Una storia difficile da dimenticare.»
Sunday Times

Affetta da una sindrome spastica, che si aggrava all’età di sei anni con il sopraggiungere della poliomielite, Grace trascorre i primi anni in famiglia, sostenuta soprattutto dalla madre che lotta per darle una vita normale, finché, di fronte a crisi sempre più violente e all’impossibilità di parlare in modo comprensibile, i genitori si arrendono e decidono, a undici anni, di affidarla a un istituto psichiatrico. Quando i cancelli si chiudono alle sue spalle, è l’inizio dell’inferno. The Briar – la sua casa per quasi trent’anni – si rivela un luogo dove vive una popolazione dolente, fatta di bambini e adolescenti, menomati nel fisico e nella mente che devono sopportare trattamenti durissimi, grandi sofferenze, umiliazioni gratuite. E tuttavia, è anche un luogo che stupisce per la sua insospettabile vita sotterranea fatta di amicizie, di scherzi, di solidarietà e di complicità. L’incontro con Daniel, un ragazzino senza braccia, segnerà una svolta importante. Lui diventerà tutto per Grace: l’amico, il compagno di giochi, il confidente e il suo primo amore. Daniel che, con il dono straordinario della fantasia, la porta via dall’opprimente istituto, in tutti i posti del mondo, e le dà una ragione per resistere ogni giorno, per prendersi cura di sé, per imparare ad accettarsi. Fino al giorno in cui scompare… A partire dal suo vissuto, l’autrice ricostruisce, a tredici anni di distanza dalla morte della sorella, la sua tragica esistenza, dandole quella voce che in vita non ha mai avuto, traducendo in parole quei silenzi o quei suoni disarticolati. E Grace lo dice forte: quello che sente e che vede, quello che prova dentro, facendoci appassionare alle vicende, non di un caso clinico, ma di una vita, per quanto diversa, come tutte le altre.

Emma Henderson (1958) ha studiato Lingue e letterature moderne a Oxford e Yale. Dopo aver insegnato per anni e aver vissuto in Francia per un breve periodo, rientrata a Londra, ha vinto un importante premio in Creative Writing al Birkbeck College della London University nel 2006. Con Grace lo dice forte, suo primo romanzo, ha vinto il McKitterick Prize 2011 ed è arrivata seconda al Mind Book of the Year Award 2011. È stata inoltre finalista del prestigioso Orange Prize 2011, del Commonwealth Writers’ First Book Award, del Waverton Good Read Award, del Authors Club First Novel Award e del Wellcome Trust Book Prize.