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venerdì 11 novembre 2011

GRIDO D'AMORE - EVELYN STORM


«Soffrire è come amarti. È tormento e delizia, è dolore ed esaltazione. E cercarti, volerti, desiderarti sono un tutt’uno, anche se mi lasci senza difese e il mio cammino verso te mi piega, mi annienta, mi commuove e mi fortifica. Semplicemente… ti amo.»



Inizio dalla copertina che è una via di mezzo tra il disegno e la foto di quelli che potrebbero essere i protagonisti, semplice ma al contempo molto efficace.

Un romanzo scritto come un diario a due mani, ma di fatto di un diario non si tratta, è piuttosto la raccolta dei pensieri di Tomas e Kyra, i due protagonisti, e delle vicende che gravitano attorno alle loro vite.

La vicenda inizia con una precisazione di Kyra perché parte da un episodio clou e poi subito si torna indietro a quando tutto ha inizio, simbolicamente a inizio anno e così, allo stesso modo tutto si chiude al 31 dicembre, come un bilancio aziendale.

I personaggi sono ben delineati e quasi si ha la percezione di vederli, magari i volti sono un po’ sfocati per alcuni ma, si ha una netta chiarezza sul chi e il come sono anche i personaggi minori.

Protagonista assoluto è l’amore, quello giovanile e che sa straziare l’anima, ostacolato da questa o quell’altra situazione e per cui doloroso anche a livello fisico, da qui il titolo “grido d’amore”.

Il romanzo si fa letteralmente divorare perché si vuol capire come si evolvono le situazioni, gli equilibri e soprattutto i sentimenti. Trionferà la ragione o il sentimento? Si può razionalmente smettere di amare qualcuno o è più facile essere consumati da tale forza?

Lascio ai lettori il compito di rispondere a queste domande che tanto spesso magari ci facciamo ma, che non sempre hanno le stesse risposte.

I numerosi riferimenti musicali e ambientali fanno trasparire le passioni ed i gusti dell’autrice che emergono dalle sue note biografiche, penso sia naturale trovare un po’ di lei nel romanzo, anche se, sotto forma di piccoli cenni.

giovedì 27 ottobre 2011

L'ULTIMO QUADRO DI VAN GOGH - ALAN ZAMBONI


Il libro gode di prefazione, introduzione e postfazione di esperti d'arte e già questo non è cosa da poco, non trovate? La prefazione esprime tutta una serie di quesiti che, come nel migliore dei giall,i suscitano suspance e curiosità.
Il romanzo non è altro che un giallo alla fine ma, travestito da storico-biografico nonostante la vicenda narrata, così come il protagonista-narratore, siano frutto della pura immaginazione dell'autore.
Si indaga su Van Gogh, si cerca di capirne di più della sua vita, del suo rapporto col fratello Theo ma soprattutto sulla sua insolita e misteriosa dipartita.
Le note biografiche del grande pittore sono reali e reale era la sua bizzarra mente ma si trattò davvero di un suicidio?
E, l'ultimo quadro, quello che dipingeva un attimo prima dello sparo, che fine ha fatto?
Un romanzo breve ma intenso, interessantissimo per gli amanti dell'arte o semplicemente per chi ama il mistero.
Il libro è accompagnato da un cd musicale dal titolo "Vyncent" perchè secondo gli esperti i quadri non vanno solo visti con gli occhi ma anche ascoltati con le orecchie. E così, dopo aver letto il libro, anche io ho ascoltato il cd ed è carino come sottofondo, spesso sono solo musiche oppure come dei racconti cantati, originale diciamo.